La Cina nelle news
TRASFERTA IN CINA PER 12 MARCHI ITALIANI
(AGI) - Napoli, 3 mag. - Il consorzio Tradizione Italiana, che riunisce 12 brand leader dell'agroalimentare, dal prossimo 6 maggio e' a Pechino per stringere accordi di collaborazione.
Previsto un incontro operativo con il presidente della Camera di Commercio cinese Bian Zhenhu e il vice Yu Lu. L'obiettivo favorire l'accesso del food made in Italy di qualita' in Cina.
La Camera rappresenta il braccio operativo del Ministero per il Commercio Estero della Cina e costituisce il principale snodo istituzionale per accedere al mercato cinese.
Il consorzio, che vede marchi storici quali Besana, Ferrarelle, Mataluni, Strega, Kimbo e ha sede al Cis di Nola, intende promuovere e valorizzare l'agroalimentare italiano all'estero e sostenere le aziende consorziate nella commercializzazione dei propri prodotti verso il canale retail e quello della ristorazione. Le aziende del consorzio sono concentrate prevalentemente nel Sud Italia e hanno un fatturato consolidato di circa 1,4 mld di euro. (AGI) .
domenica 2 giugno 2013
E così sia
ICE A IMPRESE ITALIANE: PUNTATE A 20 CITTA' CINESI
di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest
Pechino, 29 mag. - Espandersi in venti città cinesi, anziché in cinque.
E' questo l'obiettivo che nei prossimi anni dovranno realizzare le imprese italiane che vogliono esportare le loro merci in Cina. A dichiararlo è Riccardo Monti, presidente dell'ICE, l'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, durante un incontro con la stampa presso l'Ambasciata italiana a Pechino, a margine del Global Services Forum dell'UNCTAD (la conferenza dell'ONU sul commercio e lo sviluppo) che si tiene in questi giorni nella capitale cinese. Monti ha sottolineato come l'export italiano verso il Dragone sia cresciuto del 7% lo scorso anno, mentre arretravano le quote di Francia e Germania. "Con l'aiuto delle istituzioni si può fare molto in Cina, anche se è un mercato difficilissimo, dove sono già presenti mille aziende italiane". Chi vorrà fare business nel Dragone dovrà approfittare del maxi-piano di urbanizzazione -ancora in attesa di essere approvato ufficialmente- che prevede, secondo quanto annunciato a marzo scorso, lo spostamento di circa 400 milioni di persone dai piccoli centri alle città di seconda fascia, creando un mercato estremamente appetibile per le imprese italiane. "Puntiamo sui prodotti della fascia del "bello e ben fatto" -spiega il presidente di ICE- che possono valere volumi importanti".
La Cina si conferma un mercato prioritario dove "non si può pensare di entrare senza investire", continua Monti. "La meccanica italiana che incide per una buona fetta di questo 7% può e deve giocare un ruolo centrale in futuro". Grandi aspettative anche in tutta la filiera dell'ambiente, soprattutto nei processi di bonifica. "L'ingegneria ambientale è un settore molto importante e articolato, il vero tema è stabilizzare questa filiera in Cina: soprattutto se si parla di bonifiche -di cui la Cina ha bisogno- e soprattutto per i corsi d'acqua, dove l'Italia è un leader".
Tra gli altri settori su cui l'Italia deve puntare c'è quello dell'abbigliamento, del lifestyle e della filiera abitativa, che in Cina è destinata a crescere di circa duecento milioni di nuove unità abitative nei prossimi anni. Nonostante lo scorso anno sia stato molto difficile a causa del terremoto che ha colpito l'area del modenese, che esporta molto verso la Cina soprattutto nel settore della meccatronica, ci sono segnali rassicuranti per il futuro, come il successo di Salone del Mobile e Vinitaly che hanno visto crescere l'interesse dei cinesi nel nostro Paese. "In questi settori decisivi -sostiene Monti- è in corso un consolidamento della nostra posizione".
Monti riflette anche sul modo in cui è cambiata l'immagine del made in Italy in Cina negli ultimi anni. "Siamo passati dall'essere considerati produttori di beni di lusso a produttori di beni che molte decine di milioni di consumatori possono permettersi di comprare". La situazione economica attuale potrebbe essere positiva per l'export italiano: "siamo indirizzati verso il riassorbimento del deficit strutturale e la Cina sta passando da un'economia fondata sulle esportazioni a una trainata dai consumi interni". Monti accenna anche alla disputa sui pannelli solari che divide Cina e Unione Europea e che il 6 giugno prossimo potrebbe portare all'introduzione di dazi provvisori pari al 47% del valore dei moduli importati da Pechino. "Il voto del 27 maggio non è vincolante -spiega il presidente dell'ICE- non mi aspetto contromisure particolari da parte cinese su questioni del genere. Spero che alla fine la disputa si risolva in una situazione negoziata più ampia con la Cina". Un ultimo cenno, il presidente dell'ICE lo dedica alla possibilità di investimenti in Italia della China Investment Corporation: il fondo sovrano cinese ha "un input forte a globalizzare e ha risorse ingenti dal punto di vista finanziario, in più -conclude Monti- l'Italia è un'economia molto diversificata e interessante per loro".
© Riproduzione riservata
di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest
Pechino, 29 mag. - Espandersi in venti città cinesi, anziché in cinque.
E' questo l'obiettivo che nei prossimi anni dovranno realizzare le imprese italiane che vogliono esportare le loro merci in Cina. A dichiararlo è Riccardo Monti, presidente dell'ICE, l'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, durante un incontro con la stampa presso l'Ambasciata italiana a Pechino, a margine del Global Services Forum dell'UNCTAD (la conferenza dell'ONU sul commercio e lo sviluppo) che si tiene in questi giorni nella capitale cinese. Monti ha sottolineato come l'export italiano verso il Dragone sia cresciuto del 7% lo scorso anno, mentre arretravano le quote di Francia e Germania. "Con l'aiuto delle istituzioni si può fare molto in Cina, anche se è un mercato difficilissimo, dove sono già presenti mille aziende italiane". Chi vorrà fare business nel Dragone dovrà approfittare del maxi-piano di urbanizzazione -ancora in attesa di essere approvato ufficialmente- che prevede, secondo quanto annunciato a marzo scorso, lo spostamento di circa 400 milioni di persone dai piccoli centri alle città di seconda fascia, creando un mercato estremamente appetibile per le imprese italiane. "Puntiamo sui prodotti della fascia del "bello e ben fatto" -spiega il presidente di ICE- che possono valere volumi importanti".
La Cina si conferma un mercato prioritario dove "non si può pensare di entrare senza investire", continua Monti. "La meccanica italiana che incide per una buona fetta di questo 7% può e deve giocare un ruolo centrale in futuro". Grandi aspettative anche in tutta la filiera dell'ambiente, soprattutto nei processi di bonifica. "L'ingegneria ambientale è un settore molto importante e articolato, il vero tema è stabilizzare questa filiera in Cina: soprattutto se si parla di bonifiche -di cui la Cina ha bisogno- e soprattutto per i corsi d'acqua, dove l'Italia è un leader".
Tra gli altri settori su cui l'Italia deve puntare c'è quello dell'abbigliamento, del lifestyle e della filiera abitativa, che in Cina è destinata a crescere di circa duecento milioni di nuove unità abitative nei prossimi anni. Nonostante lo scorso anno sia stato molto difficile a causa del terremoto che ha colpito l'area del modenese, che esporta molto verso la Cina soprattutto nel settore della meccatronica, ci sono segnali rassicuranti per il futuro, come il successo di Salone del Mobile e Vinitaly che hanno visto crescere l'interesse dei cinesi nel nostro Paese. "In questi settori decisivi -sostiene Monti- è in corso un consolidamento della nostra posizione".
Monti riflette anche sul modo in cui è cambiata l'immagine del made in Italy in Cina negli ultimi anni. "Siamo passati dall'essere considerati produttori di beni di lusso a produttori di beni che molte decine di milioni di consumatori possono permettersi di comprare". La situazione economica attuale potrebbe essere positiva per l'export italiano: "siamo indirizzati verso il riassorbimento del deficit strutturale e la Cina sta passando da un'economia fondata sulle esportazioni a una trainata dai consumi interni". Monti accenna anche alla disputa sui pannelli solari che divide Cina e Unione Europea e che il 6 giugno prossimo potrebbe portare all'introduzione di dazi provvisori pari al 47% del valore dei moduli importati da Pechino. "Il voto del 27 maggio non è vincolante -spiega il presidente dell'ICE- non mi aspetto contromisure particolari da parte cinese su questioni del genere. Spero che alla fine la disputa si risolva in una situazione negoziata più ampia con la Cina". Un ultimo cenno, il presidente dell'ICE lo dedica alla possibilità di investimenti in Italia della China Investment Corporation: il fondo sovrano cinese ha "un input forte a globalizzare e ha risorse ingenti dal punto di vista finanziario, in più -conclude Monti- l'Italia è un'economia molto diversificata e interessante per loro".
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Extravergine
MADE IN ITALY
L'Ambasciata promuove
l'olio d'oliva italiano in Cina
Roma, 13 apr.- E' partito a Pechino il programma italiano "Sicurezza Alimentare in Cina", con la prima iniziativa, organizzata dall'Ambasciata d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, dal titolo: "Salute Italia! - L'olio extra vergine d'oliva", alla presenza di esperti ministeriali giunti dall'Italia, autorità di controllo nonché 22 operatori italiani tra cui le associazioni di categoria Assitol, Assoproli e Federolio rappresentanti diverse centinaia di piccole e medie aziende olearie, e oltre 40 importatori cinesi, tra cui le piu' grandi aziende del settore come COFCO, Wilmar, ed anche piattaforme di e-commerce come 360buy.com.L'evento ha permesso di presentare al qualificato pubblico le tecniche produttive, le procedure di controllo, le tendenze di mercato e dei consumatori in Cina in un settore, l'olivicoltura, che rappresenta la più profonda cultura gastronomica del nostro paese ed è terreno su cui si misurano le capacità del sistema produttivo italiano di affrontare le sfide della competizione internazionale in campo agro-alimentare.
Il progetto "Salute Italia! - L'olio extra vergine d'oliva" realizzato con il supporto del Consorzio Extra vergine di Qualita' si e' articolato in una sessione mattutina durante la quale il Direttore Generale Emilio Gatto dell'Ispettorato Qualita' e Repressione Frodi Agro-alimentari del MIIPAAF ha esposto le molteplici procedure di controllo che si attuano in Italia per la tutela della qualità nel mercato dell'olio. Il Prof. Lanfranco Conte, dell'Universita' di Udine e membro del Gruppo esperti chimici dell'U.E. e del Consiglio Oleicolo Internazionale ha illustrato le norme vigenti e le modalita' di tutela della qualità/purezza dell'olio extra vergine di oliva in Italia. Il dott. Stefano Briganti, del Parco Tecnologico Agro-alimentare dell'Umbria 3° ha esposto le attivita' di "Sicurezza Alimentare" che l'Italia prevede di realizzare nei prossimi mesi in Cina attraverso il programma "MAE-Regioni-Cina".
Quest'incontro tra il Sistema Italia dell'olio d'oliva e il Sistema Cina, mercato in forte crescita che prevede un espansione esponenziale per i prossimi anni, è servito soprattutto per fugare ogni dubbio sull'eccellenza della produzione olivicola italiana e per riaffermare tra gli addetti ai lavori e presso il pubblico cinese la qualità della produzione italiana di olio di oliva in particolare e dell'intero comparto enogastronomico più in generale.
"Per noi italiani – ha affermato l'Ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, Attilio Massimo Iannucci – il settore agro-alimentare e' sinonimo di qualita' e questo non soltanto grazie a tradizioni culinarie che si tramandano da secoli ma anche in virtu' di un sistema normativo e di controlli che spesso e' piu' severo ed esigente degli standard fissati dall'Unione Europea, come nel caso dell'olio d'oliva. Il cibo, prima ancora che alimento di sussistenza, in Italia è sinonimo di cultura ed un simbolo del nostro stile di vita, amato in tutto il mondo."
"Le istituzioni statali e regionali italiane – prosegue l'Ambasciatore Iannucci – sono pronte a mettere in atto politiche concrete di collaborazione a vari livelli in Cina e ad approfondire gli scambi di conoscenze su normative, metodologie e buone prassi in materia food safety con le competenti autorita' cinesi, con lo scopo di migliorare la qualita' del sistema alimentare in Cina a tutela prima di tutto dei consumatori. L'Ambasciata d'Italia a Pechino continuerà ad essere in prima linea al fianco di tutti gli operatori del comparto agroalimentare italiano per la promozione e la tutela di questi prodotti che contribuiscono a diffondere nel mondo l'eccellenza del nostro Made in Italy."
© Riproduzione riservata
L'Ambasciata promuove
l'olio d'oliva italiano in Cina
Roma, 13 apr.- E' partito a Pechino il programma italiano "Sicurezza Alimentare in Cina", con la prima iniziativa, organizzata dall'Ambasciata d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, dal titolo: "Salute Italia! - L'olio extra vergine d'oliva", alla presenza di esperti ministeriali giunti dall'Italia, autorità di controllo nonché 22 operatori italiani tra cui le associazioni di categoria Assitol, Assoproli e Federolio rappresentanti diverse centinaia di piccole e medie aziende olearie, e oltre 40 importatori cinesi, tra cui le piu' grandi aziende del settore come COFCO, Wilmar, ed anche piattaforme di e-commerce come 360buy.com.L'evento ha permesso di presentare al qualificato pubblico le tecniche produttive, le procedure di controllo, le tendenze di mercato e dei consumatori in Cina in un settore, l'olivicoltura, che rappresenta la più profonda cultura gastronomica del nostro paese ed è terreno su cui si misurano le capacità del sistema produttivo italiano di affrontare le sfide della competizione internazionale in campo agro-alimentare.
Il progetto "Salute Italia! - L'olio extra vergine d'oliva" realizzato con il supporto del Consorzio Extra vergine di Qualita' si e' articolato in una sessione mattutina durante la quale il Direttore Generale Emilio Gatto dell'Ispettorato Qualita' e Repressione Frodi Agro-alimentari del MIIPAAF ha esposto le molteplici procedure di controllo che si attuano in Italia per la tutela della qualità nel mercato dell'olio. Il Prof. Lanfranco Conte, dell'Universita' di Udine e membro del Gruppo esperti chimici dell'U.E. e del Consiglio Oleicolo Internazionale ha illustrato le norme vigenti e le modalita' di tutela della qualità/purezza dell'olio extra vergine di oliva in Italia. Il dott. Stefano Briganti, del Parco Tecnologico Agro-alimentare dell'Umbria 3° ha esposto le attivita' di "Sicurezza Alimentare" che l'Italia prevede di realizzare nei prossimi mesi in Cina attraverso il programma "MAE-Regioni-Cina".
Quest'incontro tra il Sistema Italia dell'olio d'oliva e il Sistema Cina, mercato in forte crescita che prevede un espansione esponenziale per i prossimi anni, è servito soprattutto per fugare ogni dubbio sull'eccellenza della produzione olivicola italiana e per riaffermare tra gli addetti ai lavori e presso il pubblico cinese la qualità della produzione italiana di olio di oliva in particolare e dell'intero comparto enogastronomico più in generale.
"Per noi italiani – ha affermato l'Ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, Attilio Massimo Iannucci – il settore agro-alimentare e' sinonimo di qualita' e questo non soltanto grazie a tradizioni culinarie che si tramandano da secoli ma anche in virtu' di un sistema normativo e di controlli che spesso e' piu' severo ed esigente degli standard fissati dall'Unione Europea, come nel caso dell'olio d'oliva. Il cibo, prima ancora che alimento di sussistenza, in Italia è sinonimo di cultura ed un simbolo del nostro stile di vita, amato in tutto il mondo."
"Le istituzioni statali e regionali italiane – prosegue l'Ambasciatore Iannucci – sono pronte a mettere in atto politiche concrete di collaborazione a vari livelli in Cina e ad approfondire gli scambi di conoscenze su normative, metodologie e buone prassi in materia food safety con le competenti autorita' cinesi, con lo scopo di migliorare la qualita' del sistema alimentare in Cina a tutela prima di tutto dei consumatori. L'Ambasciata d'Italia a Pechino continuerà ad essere in prima linea al fianco di tutti gli operatori del comparto agroalimentare italiano per la promozione e la tutela di questi prodotti che contribuiscono a diffondere nel mondo l'eccellenza del nostro Made in Italy."
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Prepariamoci il tempo vola
Made in Italy
AL VIA "CHINA SPECIAL PROJECT" PER EXPO MILANO 2015
di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest
Pechino, 21 gen. - Il gruppo immobiliare cinese Vanke sarà il primo corporate participant dell'Expo di Milano 2015 con un padiglione interamente dedicato al gruppo. L'accordo di partecipazione è stato firmato questa mattina a Pechino alla presenza del sottosegretario del ministero degli Esteri, Marta Dassù, dell'ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, Alberto Bradanini, e dell'amministratore delegato di Expo 2015, Giuseppe Sala. Per la parte cinese erano presenti il presidente di China Vanke, Wang Shi, Wan Jifei, presidente del CCPIT, il China Council for the Promotion of International Trade, e Wang Jinzhen, rappresentante generale del governo cinese per l'Expo di Milano. Con l'accordo, le parti hanno dato ufficialmente il via al "China Special Project di Expo Milano 2015", progetto di collaborazione e sviluppo economico per rafforzare la cooperazione tra Italia e Cina.
"Il rapporto con la Cina -ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri Dassù- è essenziale per la riuscita dell'Expo". L'obiettivo dichiarato dal sottosegretario è quello di arrivare a un milione di turisti cinesi a Milano nel periodo in cui si terrà l'Esposizione Universale. "Molto dipenderà dalla capacità di concedere i visti in maniera efficace e veloce". La Cina non è un partner come gli altri, ha affermato il sottosegretario Dassù, ma è un "interlocutore fondamentale". L'amministratore delegato di Expo Milano 2015, Giuseppe Sala ha poi ricordato i momenti positivi, fino ad oggi, nella preparazione dell'Esposizione Universale di Milano. "Finora -ha dichiarato Sala- hanno aderito 118 Paesi in tutto il mondo", dato che definisce "molto positivo soprattutto in questo periodo storico". Fino ad oggi, poi, sono stati firmati "accordi con grandi aziende che hanno portato circa 250 milioni di euro nelle casse dell'Expo".
Tra le caratteristiche dell'Esposizione Universale che si terrà a Milano, l'ad Sala elenca la presenza forte della tecnologia e la forte impronta tematica, che sarà al centro del progetto Expo Milano 2015. Sala si è poi congratulato con il gruppo Vanke che per primo ha deciso di aderire all'Expo con un proprio padiglione. "La firma odierna di China Vanke dimostra come le aziende cinesi sappiano cogliere le opportunità di business Expo Milano 2015 e credano nel suo tema e nei suoi lavori".
Il gruppo Vanke è uno dei più grandi gruppi immobiliari cinesi, che fornisce oltre mezzo milione di unità abitative e offre servizi di gestione a oltre un milione e mezzo di persone. Nel padiglione che costruirà all'Expo di Milano illustrerà il programma "Shi Tang", progetto di spazi di ristorazione a prezzi contenuti e socializzazione. Tra gli obiettivi del "China Special Project per l'Expo di Milano 2015" ci sono, oltre all'afflusso di un milione di turisti cinesi a Milano, la cooperazione tra le province del Dragone e le regioni italiane per rafforzare scambi economici e opportunità di business, e la promozione del padiglione cinese attraverso attività di comunicazione sia in Cina che in Italia, attraverso mascotte e testimonial, con opportunità di business in co-branding e licensing.
AL VIA "CHINA SPECIAL PROJECT" PER EXPO MILANO 2015
di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest
Pechino, 21 gen. - Il gruppo immobiliare cinese Vanke sarà il primo corporate participant dell'Expo di Milano 2015 con un padiglione interamente dedicato al gruppo. L'accordo di partecipazione è stato firmato questa mattina a Pechino alla presenza del sottosegretario del ministero degli Esteri, Marta Dassù, dell'ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, Alberto Bradanini, e dell'amministratore delegato di Expo 2015, Giuseppe Sala. Per la parte cinese erano presenti il presidente di China Vanke, Wang Shi, Wan Jifei, presidente del CCPIT, il China Council for the Promotion of International Trade, e Wang Jinzhen, rappresentante generale del governo cinese per l'Expo di Milano. Con l'accordo, le parti hanno dato ufficialmente il via al "China Special Project di Expo Milano 2015", progetto di collaborazione e sviluppo economico per rafforzare la cooperazione tra Italia e Cina.
"Il rapporto con la Cina -ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri Dassù- è essenziale per la riuscita dell'Expo". L'obiettivo dichiarato dal sottosegretario è quello di arrivare a un milione di turisti cinesi a Milano nel periodo in cui si terrà l'Esposizione Universale. "Molto dipenderà dalla capacità di concedere i visti in maniera efficace e veloce". La Cina non è un partner come gli altri, ha affermato il sottosegretario Dassù, ma è un "interlocutore fondamentale". L'amministratore delegato di Expo Milano 2015, Giuseppe Sala ha poi ricordato i momenti positivi, fino ad oggi, nella preparazione dell'Esposizione Universale di Milano. "Finora -ha dichiarato Sala- hanno aderito 118 Paesi in tutto il mondo", dato che definisce "molto positivo soprattutto in questo periodo storico". Fino ad oggi, poi, sono stati firmati "accordi con grandi aziende che hanno portato circa 250 milioni di euro nelle casse dell'Expo".
Tra le caratteristiche dell'Esposizione Universale che si terrà a Milano, l'ad Sala elenca la presenza forte della tecnologia e la forte impronta tematica, che sarà al centro del progetto Expo Milano 2015. Sala si è poi congratulato con il gruppo Vanke che per primo ha deciso di aderire all'Expo con un proprio padiglione. "La firma odierna di China Vanke dimostra come le aziende cinesi sappiano cogliere le opportunità di business Expo Milano 2015 e credano nel suo tema e nei suoi lavori".
Il gruppo Vanke è uno dei più grandi gruppi immobiliari cinesi, che fornisce oltre mezzo milione di unità abitative e offre servizi di gestione a oltre un milione e mezzo di persone. Nel padiglione che costruirà all'Expo di Milano illustrerà il programma "Shi Tang", progetto di spazi di ristorazione a prezzi contenuti e socializzazione. Tra gli obiettivi del "China Special Project per l'Expo di Milano 2015" ci sono, oltre all'afflusso di un milione di turisti cinesi a Milano, la cooperazione tra le province del Dragone e le regioni italiane per rafforzare scambi economici e opportunità di business, e la promozione del padiglione cinese attraverso attività di comunicazione sia in Cina che in Italia, attraverso mascotte e testimonial, con opportunità di business in co-branding e licensing.
Grazie Coldiretti per il Made in Italia
MADE IN ITALY
Alimentare: Coldiretti,
vola made in Italy in Cina
di Domenico Bruno
Roma, 17 apr. - Vola l'alimentare Made in Italy in Cina dove aumentano del 36,3 per cento il valore delle esportazioni che contribuiscono a trainare le buone performance fatte registrare dalle esportazioni del settore a livello mondiale (+12,7 per cento). E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati relativi al commercio estero nel mese di febbraio divulgati dall'Istat. Il settore alimentare mette a segno - sottolinea la Coldiretti - un aumento del 9,3 per cento delle esportazioni nei paesi dell'Unione Europea e del 19,1 per cento in quelli extra comunitari anche grazie alla crescita della domanda del gigante asiatico. Il risultato prosegue il trend positivo del Made in Italy sulle tavole in Cina dove l'Italia - precisa la Coldiretti - ha esportato cibo e bevande per un valore di 248 milioni di euro nel 2011 in aumento del 30 per cento rispetto al 2010. A piacere ai cinesi, oltre ai vini per un importo di 67 milioni di euro in crescita record del 63 per cento, ci sono - continua la Coldiretti - l'olio di oliva con 24 milioni di euro in crescita del 4 per cento, i dolci ed i biscotti con 10 milioni di euro (+20 per cento), la pasta con 5,3 milioni con un incremento del 60 per cento e formaggi 2,7 milioni in aumento del 42 per cento. E' comunque lo spumante italiano a far registrare il maggior aumento della domanda in Cina dove il consumo e' piu' che triplicato (+235%) nel 2011 anche grazie alla presenza di almeno 2,7 milioni di persone con un patrimonio personale netto di oltre 6 milioni di yuan (oltre 600.000 euro) che apprezzano il cibo italiano, secondo il rapporto sul consumo dei beni di lusso da parte dei cinesi, redatto dalla Industrial Bank in collaborazione con l'Istituto di ricerca Hurun.
Il balzo della domanda di spumante italiano in Cina, dove sono state spedite 7,6 milioni di bottiglie, soprattutto di Prosecco, nel 2011 traina in realta' - sottolinea la Coldiretti - le esportazioni di tutto il comparto agroalimentare. Tuttavia - sostiene la Coldiretti - la bilancia commerciale nell'agroalimentare risulta ancora fortemente squilibrata con gli arrivi dalla Cina in Italia che in valore sono stati di 589 milioni di euro nel 2011, in aumento del 18 per cento e pari a piu' del doppio delle esportazioni del Made in Italy nel gigante asiatico. Dalla Cina in Italia - precisa la Coldiretti - arrivano soprattutto concentrato di pomodoro, aglio, semilavorati di frutta e verdura e legumi secchi. Per riequilibrare i rapporti e' necessario - conclude la Coldiretti - rimuovere le barriere commerciali ancora presenti in Cina. Nonostante il miglioramento dei rapporti con l'apertura ad alcune produzioni italiane, rimangono ancora importanti le barriere fitosanitarie
© Riproduzione riservata
Alimentare: Coldiretti,
vola made in Italy in Cina
di Domenico Bruno
Roma, 17 apr. - Vola l'alimentare Made in Italy in Cina dove aumentano del 36,3 per cento il valore delle esportazioni che contribuiscono a trainare le buone performance fatte registrare dalle esportazioni del settore a livello mondiale (+12,7 per cento). E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati relativi al commercio estero nel mese di febbraio divulgati dall'Istat. Il settore alimentare mette a segno - sottolinea la Coldiretti - un aumento del 9,3 per cento delle esportazioni nei paesi dell'Unione Europea e del 19,1 per cento in quelli extra comunitari anche grazie alla crescita della domanda del gigante asiatico. Il risultato prosegue il trend positivo del Made in Italy sulle tavole in Cina dove l'Italia - precisa la Coldiretti - ha esportato cibo e bevande per un valore di 248 milioni di euro nel 2011 in aumento del 30 per cento rispetto al 2010. A piacere ai cinesi, oltre ai vini per un importo di 67 milioni di euro in crescita record del 63 per cento, ci sono - continua la Coldiretti - l'olio di oliva con 24 milioni di euro in crescita del 4 per cento, i dolci ed i biscotti con 10 milioni di euro (+20 per cento), la pasta con 5,3 milioni con un incremento del 60 per cento e formaggi 2,7 milioni in aumento del 42 per cento. E' comunque lo spumante italiano a far registrare il maggior aumento della domanda in Cina dove il consumo e' piu' che triplicato (+235%) nel 2011 anche grazie alla presenza di almeno 2,7 milioni di persone con un patrimonio personale netto di oltre 6 milioni di yuan (oltre 600.000 euro) che apprezzano il cibo italiano, secondo il rapporto sul consumo dei beni di lusso da parte dei cinesi, redatto dalla Industrial Bank in collaborazione con l'Istituto di ricerca Hurun.
Il balzo della domanda di spumante italiano in Cina, dove sono state spedite 7,6 milioni di bottiglie, soprattutto di Prosecco, nel 2011 traina in realta' - sottolinea la Coldiretti - le esportazioni di tutto il comparto agroalimentare. Tuttavia - sostiene la Coldiretti - la bilancia commerciale nell'agroalimentare risulta ancora fortemente squilibrata con gli arrivi dalla Cina in Italia che in valore sono stati di 589 milioni di euro nel 2011, in aumento del 18 per cento e pari a piu' del doppio delle esportazioni del Made in Italy nel gigante asiatico. Dalla Cina in Italia - precisa la Coldiretti - arrivano soprattutto concentrato di pomodoro, aglio, semilavorati di frutta e verdura e legumi secchi. Per riequilibrare i rapporti e' necessario - conclude la Coldiretti - rimuovere le barriere commerciali ancora presenti in Cina. Nonostante il miglioramento dei rapporti con l'apertura ad alcune produzioni italiane, rimangono ancora importanti le barriere fitosanitarie
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A proposito di Made in Italia
MADE IN ITALY
Napolitano loda impegnodi Only Italia sui mercati esteri
Roma, 24 gen.- Irene Pivetti, presidente di Only Italia (la cui attività si sta segnatamente sviluppando sul mercato cinese), è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Il Presidente -secondo quanto riferisce Only Italia in una nota - ha accolto con grande favore il progetto di rete d'imprese Only Italia, strumento il cui fine è in primo luogo aiutare le piccole e medie imprese italiane ad esportare sui mercati esteri; e in secondo luogo attrarre investimenti destinati allo sviluppo dei piccoli comuni".
"Il Presidente - prosegue la nota di Only Italia - ha particolarmente apprezzato l'impegno a favore dei piccoli comuni, affinché anche le realtà poco note del nostro Paese possano essere conosciute all'estero. Ha dunque esortato la presidente Pivetti a continuare con convinzione su questa strada, foriera di futuri benefici per il nostro Sistema Paese".
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Extravergine
MADE IN ITALY
L'Ambasciata promuove
l'olio d'oliva italiano in Cina
Roma, 13 apr.- E' partito a Pechino il programma italiano "Sicurezza Alimentare in Cina", con la prima iniziativa, organizzata dall'Ambasciata d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, dal titolo: "Salute Italia! - L'olio extra vergine d'oliva", alla presenza di esperti ministeriali giunti dall'Italia, autorità di controllo nonché 22 operatori italiani tra cui le associazioni di categoria Assitol, Assoproli e Federolio rappresentanti diverse centinaia di piccole e medie aziende olearie, e oltre 40 importatori cinesi, tra cui le piu' grandi aziende del settore come COFCO, Wilmar, ed anche piattaforme di e-commerce come 360buy.com.L'evento ha permesso di presentare al qualificato pubblico le tecniche produttive, le procedure di controllo, le tendenze di mercato e dei consumatori in Cina in un settore, l'olivicoltura, che rappresenta la più profonda cultura gastronomica del nostro paese ed è terreno su cui si misurano le capacità del sistema produttivo italiano di affrontare le sfide della competizione internazionale in campo agro-alimentare.
Il progetto "Salute Italia! - L'olio extra vergine d'oliva" realizzato con il supporto del Consorzio Extra vergine di Qualita' si e' articolato in una sessione mattutinadurante la quale il Direttore Generale Emilio Gatto dell'Ispettorato Qualita' e Repressione Frodi Agro-alimentari del MIIPAAF ha esposto le molteplici procedure di controllo che si attuano in Italia per la tutela della qualità nel mercato dell'olio. Il Prof. Lanfranco Conte, dell'Universita' di Udine e membro del Gruppo esperti chimici dell'U.E. e del Consiglio Oleicolo Internazionale ha illustrato le norme vigenti e le modalita' di tutela della qualità/purezza dell'olio extra vergine di oliva in Italia. Il dott. Stefano Briganti, del Parco Tecnologico Agro-alimentare dell'Umbria 3° ha esposto le attivita' di "Sicurezza Alimentare" che l'Italia prevede di realizzare nei prossimi mesi in Cina attraverso il programma "MAE-Regioni-Cina".
Quest'incontro tra il Sistema Italia dell'olio d'oliva e il Sistema Cina, mercato in forte crescita che prevede un espansione esponenziale per i prossimi anni, è servito soprattutto per fugare ogni dubbio sull'eccellenza della produzione olivicola italiana e per riaffermare tra gli addetti ai lavori e presso il pubblico cinese la qualità della produzione italiana di olio di oliva in particolare e dell'intero comparto enogastronomico più in generale.
"Per noi italiani – ha affermato l'Ambasciatore d'Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, Attilio Massimo Iannucci – il settore agro-alimentare e' sinonimo di qualita' e questo non soltanto grazie a tradizioni culinarie che si tramandano da secoli ma anche in virtu' di un sistema normativo e di controlli che spesso e' piu' severo ed esigente degli standard fissati dall'Unione Europea, come nel caso dell'olio d'oliva. Il cibo, prima ancora che alimento di sussistenza, in Italia è sinonimo di cultura ed un simbolo del nostro stile di vita, amato in tutto il mondo."
"Le istituzioni statali e regionali italiane – prosegue l'Ambasciatore Iannucci – sono pronte a mettere in atto politiche concrete di collaborazione a vari livelli in Cina e ad approfondire gli scambi di conoscenze su normative, metodologie e buone prassi in materia food safety con le competenti autorita' cinesi, con lo scopo di migliorare la qualita' del sistema alimentare in Cina a tutela prima di tutto dei consumatori. L'Ambasciata d'Italia a Pechino continuerà ad essere in prima linea al fianco di tutti gli operatori del comparto agroalimentare italiano per la promozione e la tutela di questi prodotti che contribuiscono a diffondere nel mondo l'eccellenza del nostro Made in Italy."
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